La bellezza e il suo osservatore

La qualità e il valore di un diamante sono determinati dalla sintesi di quattro fattori, comunemente conosciuti come le quattro “C”:

  • Color : il colore
  • Clarity: la purezza
  • Cut: il taglio
  • Carat Weight : la caratura (il peso)

Il colore del diamante

La scala del colore del diamante si estende dalla lettera D (incolore) alla lettera Z (giallo o marrone chiaro).
I vari gradi di colore si determinano confrontando il singolo diamante con una selezione di pietre con cui paragonarlo.
Ogni grado e lettera corrisponde ad una determinata quantità di colore visibile. Maggiore è l’intensità del bianco, più elevato è il valore del diamante: i diamanti meno pregiati sono quelli che presentano una colorazione prossima al giallo.

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Il taglio del diamante

La scala del taglio del diamante si estende da:
Excellent – Very good – Good – Fair – Poor
Le proporzioni di un diamante influiscono nel rapporto con la luce e di conseguenza sul suo aspetto, sulla bellezza e sulla sua brillantezza. Il taglio del diamante influenza profondamente la sua brillantezza ed il suo fuoco. È perciò l’abilità del tagliatore che rivela la bellezza della gemma. In un diamante tagliato correttamente, la luce viene rifratta e dispersa al suo interno e successivamente riflessa da una faccetta all’altra del padiglione fino a giungere all’esterno della pietra attraverso la corona e la tavola, sotto forma di luce bianca e di lampi di luce di ogni colore. Il tagliatore dispone ogni faccia e ogni angolo della pietra seguendo un rapporto geometrico preciso.

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Il risultato consiste nell’esibizione di tre fondamentali attributi ottici:

  • la brillantezza ossia quella combinazione di riflessi di luce bianca provenienti dall’interno del diamante e dalla sua superficie;
  • il fuoco termine che si riferisce alle “fiammate” di colore emesse da un diamante;
  • lo scintillio costituito dai lampi di luce visibili quando l’osservatore o la fonte di luce si muovono

La purezza del diamante

Il grado di purezza di un diamante è determinato dal numero,dalla posizione e dalla dimensione delle inclusioni in esso presenti.
Un diamante è puro se, al termine di un’analisi al microscopio, con una lente in grado di ingrandire dieci volte, non rivela inclusioni o macchie superficiali.
La purezza del diamante è classificata attraverso uno standard internazionale composto da undici gradi:
F – IF – VVS1 – VVS2 – VS1 – VS2 – SI1 – SI2 – P1 – P2 – P3

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Il peso in carati

Il carato rappresenta l’unità di misura del diamante. Un carato equivale a 0,200 grammi.
Esso si scompone in 100 punti, così come una moneta viene suddivisa in centesimi: 0,75 ct. = 75 punti.
Il valore di un diamante cresce in base alla sua dimensione ma non può prescindere dal rapporto tra colore, purezza, taglio e fluorescenza.

Fluorescenza

Il diamante,se esposto a raggi ultravioletti, può manifestare una luminosità tendente al blu/azzurro.
In base all’intensità della luce emessa vengono determinati i gradi di fluorescenza:
Nulla (None/Nil) – Debole (Faint/Slight) – Media (Medium) – Forte (Strong) – Molto Forte (Very Strong)

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